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“33” – Vino Rosso – Dino Bonin – Boën

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Bonin Dino

BONIN DinoL’attività vitivinicola inizia nel 1973 con il padre Cesarino e prosegue dal 1987 con Bonin Dino. Attualmente vengono coltivati circa 2,5 ettari di vigneto, tutti siti nel comune di Arnad e impiantati a filare con potatura tipo Guyot.

La zona è soleggiata e ventilata, caratterizzata da un clima piacevolmente mite che favorisce lo sviluppo di numerose tipologie di vitigni.

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Petit Rouge DOP – Gerbelle

Petit Rouge DOC Il Petit Rouge è il vitigno autoctono più coltivato in Valle d'Aosta ed è presente in molti DOC della regione: Enfer, Torrette, Nus, Chambave… “Ma se ci pensi ha un brutto nome, no? – dice Didier, scherzando – Piccolo e rosso. Preferirei si chiamasse Grand Noir o Grand Violet!” Per valorizzare le sue caratteristiche peculiari Didier ha scelto di vinificarlo in purezza. Le uve di questa bottiglia provengono da una vigna che si trova nel comune di Villeneuve, coltivata nel pieno rispetto dell'ambiente. Si chiama Vigne Plan. Un vigneto su un terreno pianeggiante. Una cosa rara in un territorio montuoso come quello valdostano. Come bere il Petit Rouge  I profumi di rosa selvatica e frutti rossi del Petit Rouge si abbinano perfettamente a salumi, boudin, salsicce, formaggi valdostani e secondi di carne, ma è ottimo anche servito a tutto pasto per accompagnare zuppe locali e casse-croûte.
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Na! - Torrette Superieur da vigneto 'naturale' Un nome preso dal dialetto locale, il patois. Na!, letteralmente tradotto in No!. Un avverbio di negazione che, come ci racconta Didier, identifica il "no ai diserbanti, no agli insettici e no ai prodotti di sintesi" Inoltre questo prodotto è vinificato in acciaio con un basso utilizzo di anidride solforosa. Dopo la vinificazione il vino passa qualche mese in legno (botte grande), poi imbottigliato e.... bevuto! Composto da 70% Petit Rouge, 10% Cornalin, 10% Fumin e 10% Premetta ci offre la visione che Didier ha del Torrette Superieur con una vigna coltivata in modo naturale. Abbinamenti consigliati Per un vino di questo calibro bisogna assolutamente rimanere in Valle d'Aosta e abbinarlo a Fontina, mocetta e pane nero.  
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Fumin DOC Valle d'Aosta Un vino rosso autoctono dalle piacevoli sensazioni olfattive. Gualtiero racconta: "la buona esposizione dei miei vigneti e l'affinamento 50% in botti di acciaio e 50% in rovere permette a questo vino di esprimersi al massimo delle sue potenzialità". Un vino che sta facendo la storia della Valle d'Aosta, riscoperto da poco e ormai diventato un vino di successo, il Fumin ha un profumo intenso e al palato si presenta vellutato e morbido. Conservazione Se conservato in locali con temperature tra i 10° e i 15° il Fumin non può che migliorare. La bottiglia coricata e non esposta alla luce garantisce al Fumin un buon invecchiamento (3/5 anni) che ne esalta il sapore e i profumi. Come bere il Fumin Da accompagnare con carni rosse, selvaggina in generale, civet e formaggi con lunga stagionatura per esaltarne a pieno il sapore intenso.
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Nus DOC – Les Granges

Nus DOC Valle d'Aosta Un uvaggio di ben 5 vitigni autoctoni: Vien de Nus, Petit Rouge, Premetta, Mayolet e Fumin. Nomi di vitigni che a molti non diranno nulla ma bisogna sapere che questi sono le varietà di uve più importanti della Valle d’Aosta. Dalla loro unione nasce un vino di media intensità ma molto persistente. Il suo colore varia dal rosso rubino al granata. La presenza, per più del 70%, del Vien Nus gli conferisce eleganti note tanniche e vellutate sensazioni alcoliche. Come bere il Nus Il Nus può essere servito a tutto pasto, ma si accompagna stupendamente alla motsetta, il tipico salume bovino valdostano. È eccellente anche in abbinamento a selvaggine, insaccati freschi e stagionati, Fontina, tome e pane nero.
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L'Aîné - vino rosso DOP - un vino di ricerca La rinascita di un vitigno, la nascita di mio figlio. Così recita l'etichetta di questo vino. Una dedica che Didier ha voluto fare a suo figlio cercando di raccontarci la storia che sta dietro questo vino. "Con Joseph Vuillamoz, Giulio Moriondo e Rudy Sandi abbiamo recuperato questo vitigno autoctono valdostano che ormai era andato perduto" ci racconta Didier "Abbiamo fatto le analisi del DNA su questo vitigno che sembrava poter appartenere alla famiglia dei ceppi valdostani e così è stato!" Una prima microvinificazione nel 2013, un esperimento ben riuscito il cui esito ha incoraggiato Didier a continuare e implementare la sua produzione. Rimangono sempre poche bottiglie ma al loro interno è racchiusa tutta l'essenza dei vini valdostani. 100% Neret (o Neyret). Appartiene alla famiglia dei vitigni denominata Oriou (vitigni legati al Petit Rouge). Parente stretto con Petit Rouge, Fumin e Mayolet.   Abbinamenti consigliati Un vino che, data il suo aspetto sperimentale, è da provare e da abbinare a piacimento con carni rosse o formaggi stagionati (come la fontina invernale). Provatelo e fateci avere i vostri pareri!  
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Peque-Na! Rouge DOP – Gerbelle

Peque-na! - Gerbelle Peque-na è un'espressione dialettale valdostana. Significa 'Perché no'. “È quello che mi sono detto quando ho pensato di fare questo vino …perché no?” Per produrlo Didier Gerbelle usa tre vitigni autoctoni: soprattutto Cornalin (70%) e poi Premetta e Fumin. “Mio nonno mi ha insegnato che è meglio non vinificare il Cornalin da solo. Poco colore, poca acidità.” Questo vino ha una particolarità. I tre vitigni vengono lavorati con il metodo del “ripasso”. Cornalin e Fumin fermentano insieme, mentre nel frattempo le uve pregiate della Premetta vengono raccolte e lasciate appassire all'aria aperta. “Raggiunto il giusto grado di appassimento anche queste vengono pigiate e assemblate con il resto. Il tutto rifermenta e macera ancora per trenta giorni.” Come bere il Peque-na Questo vino secco e profumato è ottimo a tutto pasto, ma si sposa alla perfezione con i piatti di carne, in particolar modo con gli arrosti. Eccellente anche per accompagnare un tagliere di salumi e formaggi locali.
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Coteau Barrage - 80% Syrah e 20% Fumin      
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Pinot Noir DOP – Dino Bonin – BoËn

Pinot noir DOP

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Un vitigno internazionale dalla storia nobile ben adattato all’arduo territorio della Valle d’Aosta. Un vitigno a bacca nera che, ci racconta Dino “è stato piantato per la prima volta da mio papà nel 1973″. 

Questo vitigno fa da “collegamento” tra la famiglia dei vini rossi e dei bianchi; Dino Bonin infatti vinifica questo vino sia in rosso che “in bianco”.

Il Pinot Noir vinificato in rosso è armonico e fine; caratterizzato da un sentore vellutato e dalle componenti organolettiche ben equilibrate.

Conservazione

Conservare in cantina e consumare preferibilmente dopo aver lasciato la bottiglia alcuni mesi a riposo.

Come bere il Pinot Noir

Per esaltare il sapore discreto del Pinot si consiglia di abbinarlo con piatti non troppo elaborati o dai sapori intensi. Da evitare assolutamente il piccante.

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Arnad-Montjovet DOC Dall'unione di uve Picotendro, selezione regionale del Nebbiolo, e Pinot Noir nasce dai pendii della bassa Valle d'Aosta l'Arnad-Montjovet, vino secco e armonico. Conosciuto già nei secoli scorsi, con il passare degli anni è andato affermandosi come importante attore del panorama enologico valdostano. Il colore è rubino scarico con riflessi granata, mentre il profumo è fine ma intenso, con note di frutti rossi e spezie. In bocca risulta ben equilibrato, morbido, con fondo amarognolo. Come bere l'Arnad-Montjovet Seguendo la filosofia che vuole abbinati vini e piatti tipici della stessa terra, non si può non accompagnare il tipico lardo valdostano con un bicchiere di Arnad-Montjovet. Si sposa anche con piatti di carne e formaggi stagionati.
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La Vigne Tsancognein è lo storico vigneto di famiglia. Una tipica vigna valdostana polivarietale, che presenta cioé diversi vitigni: Petit Rouge, Cornalin, Fumin e Premetta. Dalla miscela di queste varietà, o più precisamente dal loro uvaggio, nasce il Torrette Supérieur di Didier Gerbelle. “Sai una cosa interessante? Questo vigneto è franco di piede.” E cosa vuol dire? “Vedi, è semplice – spiega Didier – è autoctono al cento per cento. Non è innestato su radici americane resistenti alla fillossera, eppure ha una certa età: in parte ho rinnovato i pali, ma i ceppi hanno in media più di quarant'anni.” Abbinamenti consigliati Il gusto caldo e corposo del Torrette rende al meglio se abbinato a piatti di carne, specialmente arrosti e selvaggina. È ottimo anche a tutto pasto, specialmente se costituito da prodotti locali come salumi e formaggi.
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